capitale dell'Ecuador, prima Patrimonio Culturale dell'Umanità

Quito è la capitale dell'Ecuador, situata nella regione della sierra.

Quito
Panorama di Quito con la vetta innevata del Cotopaxi sullo sfondo
Stemma e Bandiera
Quito - Stemma
Quito - Bandiera
Stato
Regione
Altitudine
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Ecuador
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Quito
Sito del turismo
Sito istituzionale

Da sapereModifica

L'interesse di Quito risiede nei numerosi edifici di epoca coloniale che hanno valso alla città l'inserimento nella lista dei Patrimoni mondiali dell'Umanità dell'UNESCO nel lontano 1978. Quito è anche una moderna città con una vivace vita notturna che si svolge nel quartiere di Mariscal.

Rovescio della medaglia, Quito non è giudicata una città sicura e come in tutte le grandi città sudamericane è necessario stare all'erta di giorno e ancor più di notte.

Cenni geograficiModifica

Quito sorge a 2850 m. di altitudine, in una valle della Sierra dominata da coni vulcanici.

Quando andareModifica

Giugno-settembre è ritenuto il periodo migliore per visitare Quito in quanto corrisponde alla stagione asciutta. Purtroppo questo è il periodo in cui le temperature si abbassano di qualche grado e si potrebbe assistere addirittura a qualche grandinata che imbianca le strade della città. La stagione umida decorre da ottobre a maggio (8 mesi) ed è chiamata verano (estate) dai locali.

Trovandosi sulla linea equatoriale, Quito conosce lievi escursioni termiche nel corso dell'anno e grazie all'elevata altitudine gode di un clima da eterna primavera. La temperatura media diurna è di 10 ° ma non bisogna tralasciare di dare uno sguardo alle minime perché queste sovente scendeno fino a 2° sopra lo zero. i più freddolosi dovranno per precauzione mettere in valigia qualche capo più pesante.

Cenni storiciModifica

Quito trae il suo nome dalla tribù dei Quitu che abitavano la valle in periodo pre Inca. Fu fondata nel 1534 da Sebastián de Belalcázar, un conquistador spagnolo. In realtà esisteva già una città inca ma il generale Rumiñahui ne ordinò la distruzione affinché gli Spagnoli non potessero usufruirne.


Come orientarsiModifica

QuartieriModifica

  • Centro storico — Quito vanta uno dei più estesi centri coloniali dell'America meridionale con notevoli palazzi di quell'epoca oltre a una quarantina di chiese. Il centro di Quito fa perno sulla piazza Grande o piazza dell'Indipendenza dominata dalla cattedrale, il palazzo presidenziale, municipale e arcivescovile. La collina del Panecillo con in cima la statua della Madonna, limita il centro storico a sud.
  • Centro moderno — A nord est del vecchio centro coloniale e fino all'aeroporto internazionale si estende il nuovo centro direzionale, in continua espansione e con molte aree verdi come il parco El Ejido e La Alameda. Le sue zone d'interesse sono riportate di seguito:
  • La Mariscal — Sorta intorno al 1940 come quartiere residenziale per famiglie altolocate. La Mariscal cominciò a cambiar volto dal 1980 in poi quando molti dei suoi condomini furono adibiti ad albergo. Agli alberghi si aggiunsero le agenzie di viaggio, i ristoranti, le gallerie d'arte, le "artesaneries" e finanche le lavanderie automatiche. Oggi "La Mariscal" è una zona interamente votata al turismo tanto è vero che gli abitanti di Quito vi si riferiscono con il nomignolo di "Gringoland". Il Barrio è attraversato dalle Avenidas Doce de Octubre e Diez de agosto. La Mariscal è anche il quartiere preferito dai giovani per il loro svago notturno come testimoniano i numerosi locali intorno a Plaza El Quinde, conosciuta un tempo come plaza Foch.
  • Bellavista — Quartiere altolocato sorto nell'ultimo decennio del XX secolo, Bellavista accoglie la Capilla del Hombre, galleria d'arte ove sono esposte le opere di Oswaldo Guayasamín, pittore ecuadoriano di fama internazionale.
  • 1 Guápulo — Un quartiere abbarbicato sui monti che limitano la valle di Quito a oriente. È considerato un quartiere bohémien e in effetti sono molti gli artisti che risiedono in zona ma essendo tutto in salita risulta piuttosto scomodo per turisti di passaggio. La sua arteria principale è il tortuoso "Camino de Orellana", da González Suárez a Calle de los Conquistadores. Ogni anno, il 7 settembre, i guapuleños onorano il loro quartiere con le Fiestas de Guápulo, una fantastica celebrazione che prevede sfilate in costume, balli, musica e tanti fuochi d'artificio.


Come arrivareModifica

In aereoModifica

 
Aeroporto Internazionale Mariscal Sucre
  • Aeroporto Internazionale Mariscal Sucre. Al 2020 le linee aeree che operavano voli di linea da aeroporti europei allo scalo di Quito erano le seguenti:
Altre linee aeree operanti allo scalo erano, sempre al 2020, Avianca, LATAM e TAME.
Lo scalo dista 8 km dal centro. Il taxi è l'opzione migliore per raggiungere il centro. Il coupon si acquista al bancone vicino all'area ritiro bagagli. Esiste anche un servizio di autobus per la zona degli alberghi non consigliato a chi si reca a Quito per la prima volta o che ha bagaglio voluminoso al seguito.    


In autobusModifica

 
Terminal Terrestre Quitumbe
  • 2 Terminal Terrestre Quitumbe. Il Terminal Terrestre Quitumbe è la principale stazione di autobus interurbani.
La stazione è servita da linee di filobus provenienti dal centro cui si aggiungerà presto una stazione metro.
Il capolinea è situato oltre la collina di Panecillo, nella periferia sud di Quito. È il regno dei ladri che scrutano attentamente le loro vittime. Se decidete di viaggiare in autobus, cercate di passare inosservati per quanto ardua possa essere l'impresa.  


Come spostarsiModifica

Con mezzi pubbliciModifica

L'uso dei mezzi pubblici richiede attenzione per la presenza di numerosi e abili borseggiatori.

In taxiModifica

I taxi sono molto a buon mercato ma sono rari quelli provvisti di tassametro. Per ovviare all'inconveniente chiedete al portiere del vostro albergo di trovarvene uno provvisto di tassametro.


Cosa vedereModifica

Sulla piazza Grande o Piazza dell'indipendenzaModifica

 
Cattedrale metropolitana
 
Palazzo di Carondelet
  • 1 Cattedrale metropolitana. La sua costruzione fu iniziata nel 1562 su commissione del vescovato di Quito che era stato istituito 12 anni prima. Come consuetudine nei paesi ispanici, i lavori si protrassero nei secoli avvenire.
All'interno della chiesa si trovano le tombe del maresciallo Antonio José de Sucre e di alcuni presidenti della Repubblica dell'Ecuador. Il 30 marzo del 1877 vi morì il vescovo José Ignacio Checa y Barba mentre officiava la messa del Venerdì Santo. Al vino consacrato era stato aggiunto un veleno letale.    
  • 2 Palazzo di Carondelet (Palacio de Carondelet) (Ingresso per il pubblico dal calle García Moreno), +593 2-382-7000.   Lun-Dom 09:00-16:00. Fu costruito a cavallo tra i secoli XVIII e XIX su commissione dell'omonimo barone. Oggi è sede del governo e residenza ufficiale del Presidente della Repubblica dell'Ecuador. In epoca coloniale era conosciuto come Palazzo Reale di Quito, in quanto sede del governatore della Audiencia Reale di Quito.
Dal 2007, il palazzo è divenuto Patrimonio culturale ecuadoriano e trasformato in un museo aperto al pubblico.    
  • 3 Palazzo arcivescovile (Palacio arzobispal). Il palazzo presenta forme neoclassiche come si nota dagli archi e dalla balconata sopra il portale d'ingresso. Il cortile posteriore del palazzo è stato convertito in centro commerciale così come il palazzo a fianco della curia metropolitana.  
  • 4 Palazzo di Pizzarro (Palacio de Pizarro).  
  • 5 Casa de los Alcaldes.  
  • 6 Palazzo municipale (Palacio Municipal). Il meno interessante degli edifici che contornano la piazza. È una costruzione del 1952  


Sulla Gabriel Garcia Moreno e adiacenzeModifica

 
Chiesa di San Francesco
  • 7 Iglesia y Convento de San Francisco, All'incrocio di Calle Benalcazar con Bolivar e Sucre (Un isolato prima della chiesa del Gesù). I lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1536 e si conclusero nel 1580. La chiesa presenta forme barocche e manieristiche. All'interno si ammira il pulpito e l'altare maggiore con il dipinto della Vergine di Quito, opera del pittore Bernardo de Legarda.
Secondo una leggenda locale la chiesa fu costruita dai diavoli. Narra, infatti la fiaba che un indio di nome Cantuña si impegnò a costruire l'atrio da solo. Resosi ben presto conto di non poter mai farcela, non esitò a stringere un patto con Lucifero. Fu così che in una notte i diavoli completarono l'opera. Ma Cantuña aveva promesso in cambio la sua anima. Implorò la vergine di riscattarlo da quel triste destino. Fu esaudito. Quando infatti Lucifero venne a reclamare la sua anima, si scoprì che mancava una pietra al completamento dell'opera. Per questo motivo il patto fu annullato e l'indigeno poté salvare l'anima.    
 
Santo Domingo
  • 8 Iglesia y Convento de Santo Domingo. L'ordine dei Domenicani arrivò a Quito nel 1541 e nell'anno 1580 commissionò all'architetto Francisco Becerra i lavori per il loro tempio. L'opera fu completata nella prima metà del XVII secolo. All'interno si trovano dipinti di martiri appartenuti all'Ordine. L'altare maggiore, in stile neogotico, risale alla fine del XIX secolo.
Nel museo situato nel lato nord del chiostro sono esposte opere di artisti locali. Tra queste spiccano le statue di San Domenico di Guzmán del Padre Carlos, di San Giovanni di Caspicara e di San Tommaso d'Aquino del Legarda. La cappella di Nuestra Señora del Rosario fu aggiunta nel XVIII secolo ed è considerata un capolavoro del Barocco.  
  • 9 Iglesia de la Compañía de Jesús. Commissionata dall'ordine dei Gesuiti, i lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1605 sotto la sovrintendenza dell'architetto Durán Mastrilli e terminarono 150 anni dopo. La facciata è una replica dell'omonima chiesa in Roma.    
  • 10 Centro Cultural Metropolitano. Installato negli spazi dell'ex collegio gesuita, completamente restaurati, il centro culturale metropolitano è costituito dal museo Alberto Mena Caamaño mentre gli altri spazi ospitano di frequente mostre temporanee. Dal chiostro è stato ricavato un bar dove è piacevole fare una sosta sorseggiando una bibita o un caffè.
Si presume che il collegio dei Gesuiti sia stato eretto sul sito del palazzo dell'imperatore incas Atahulpa. Dopo l'espulsione dei Gesuiti decretata da re di Spagna nel 1797, l'edificio fu adibito a caserma e durante i moti d'indipendenza vi furono detenuti dalle forze realiste i patrioti che quasi sempre furono uccisi senza processo.  
  • 11 Iglesia de El Sagrario, calle García Moreno. Fu edificata sul finire del XVII secolo in forme rinascimentali italiane, sotto la sovrintendenza dell'architetto Bernardo de Legarda. La cupola interna fu affrescata da Francisco Alban  
  • 12 Museo de la Ciudad, calle García Moreno. L'edificio ove sta il museo era un tempo adibito ad ospedale. Vi sono esposti oggetti di uso quotidiano.  
 
Museo Casa de Sucre
  • 13 Museo Casa de Sucre, Venezuela 573.   Mar-Dom 09:00-16:00. Museo dedicato al maresciallo venezuelano Antonio José de Sucre, eroe dell'indipendenza latino-americana e a sua moglie Mariana Carcelén, Marchesa di Solanda che vissero per lunghi periodi nella casa di Quito.
Nel museo sono esposti cimeli della coppia, mobili originali, oggetti d'uso quotidiano e persino mappe e documenti risalenti al periodo delle guerre d'indipendenza.
Il museo fu inaugurato nel 1977 dopo 5 anni di restauro. Altri restauri ebbero luogo nel primo decennio del XXI secolo. Il museo riaprì i battenti il 24 maggio 2008.
La visita permette di rivivere atmosfere tipiche di una casa patrizia degli inizi del XIX secolo, ancora influenzate dal periodo coloniale e dal romanticismo in voga nel vecchio continente.  
  • 14 Iglesia de El Carmen Alto (Museo de El Carmen Alto), Vicente Rocafuerte (Angolo Calle García Moreno), +593 2-295-5817.   Mer-Dom 09:00-17:30. La costruzione del tempio ebbe probabilmente inizio nell'ultimo decennio del XVI secolo. Dopo la morte di Mariana de Jesús Paredes y Flores che sarebbe poi diventata la prima santa cattolica dell'Ecuador, la chiesa passò all'Ordine dei Carmelitani Scalzi, che la occupò già nel 1647, sebbene solo il 4 febbraio 1653 fu convertito in un monastero di clausura con il nome di «El Carmen de San José ».
Il nome "Carmen Alto" si diffuse dopo che un gruppo di suore dello stesso ordine fu costretto a stabilirsi a Quito in seguito alla distruzione del loro monastero a Latacunga, causata dal terremoto del 1698.
Dal 2013 due chiostri del convento e la casa di Mariana de Jesús sono stati adibiti a museo che illustra la storia dell'ordine dei Carmelitani Scalzi a Quito.
La collezione più interessante del museo è costituita dagli oli su tela della triade di artisti Hernando de la Cruz, Joaquín Pinto e Víctor Mideros.  
  • Biblioteca Municipal.
  • Museo numismatico e Musicoteca Nacional.
  • Museo Casa Maria Augusta Urrutia.
  • Monasterio de Santa Clara.
  • Arco de la Reina.
  • Casa de las 3 Manuelas.
  • Casa Ponce.
  • Antiguo Colegio de San Fernando.


Sul retro del palazzo municipaleModifica

(Plaza Chica, via Guayaquil e Juan Josè Flores)

 
Iglesia de San Agustín
  • 15 Iglesia de San Agustín (Museo Miguel de Santiago Convento de San Agustín), Mejía 219 (Angolo Guayaquil & Chile), +593 2-295-5525. La chiesa e il convento furono assegnati all'ordine agostiniano sin dal 1573, quando iniziò la costruzione del convento, anche se la chiesa sarebbe stata eretta solo tra il 1606 e il 1617 da Juan del Corral, sulla base di progetti elaborati nel 1581 dall'architetto Francisco Becerra, lo stesso che lavorò anche al progetto della Chiesa di Santo Domingo.
I dettagli artistici del portale maggiore rivelano un'influenza barocca, in cui confluiscono elementi decorativi spagnoli e indigeni. Il campanile è una struttura massiccia in cemento armato aggiunta nel XX secolo. Raggiunge un'altezza di 37 metri e le campane sono quelle originarie.
Il convento del XVI secolo ha un ingresso separato sul lato orientale della facciata. Si visitano i chiostri e la sala del capitolo del XVIII secolo.  
  • 16 Monasterio de Santa Catalina de Siena, Eugenio Espejo 784 (A due isolati da Piazza Grande). Il monastero fu fondato il 14 marzo 1593 sotto gli auspici dell'ordine di Santo Domingo e dedicato alla devozione di Nostra Signora della Pace.
Dopo la sua fondazione, la comunità prosperò rapidamente e già nel 1597 il numero dei religiosi che avevano preso i voti salì a 19 per cui furono creati i posti di Vice Priore e di Maestro per l'istruzione dei novizi.
Sette anni dopo la sua fondazione, il convento fu incorporato tra quelli dell'ordine domenicano su richiesta del frate Marcos de Flores avanzata durante una seduta del capitolo generale dell'ordine svoltasi a Roma nel 1601, .
Nel 1613 la comunità si installò definitivamente negli spazi che occupa oggi-
Attualmente sono le suore che si occupano della gestione del convento e del tempio . Le suore ottengono introiti dalla vendita di medicinali e preparati con antiche ricette come sciroppo di aglio o ravanello ed eucalipto per la tosse, crema antirughe e altre preparazioni. Producono anche dolci e dessert vari in vendita al pubblico, come torrone, marmellata di guava e un apprezzato vino da comunione.
Le suore si mantengono anche dai ricavi della vendita di medicinali preparati con antiche ricette come sciroppo di aglio o ravanello ed eucalipto per la tosse, acqua carmelite per cuore e nervi, crema antirughe, condurango per il cancro e altre preparazioni per tutti i tipi di indisposizioni. . Producono anche torte e dessert in vendita al pubblico, come torrone, marmellata di guava e un apprezzato vino da comunione.  
  • Museo Arquivo de Arquitectura.
  • Fundacion Caspicara.
  • Capilla de Los Milagros.


Nei pressi della via ImbaburaModifica

  • Iglesia de San Roque.
  • Vivienda Solitaria de San Roque.
  • Iglesia de San Marcos.


Sul retro del Palazzo vescovileModifica

(Via Venezuela e dintorni)

 
Iglesia de La Merced
  • 17 Iglesia de La Merced, Chile (Angolo calle Cuenca). La Basilica di Nostra Signora della Misericordia, è la prima chiesa dell'ordine dei mercedari nel Nuovo Mondo e per questo porta il titolo di basilica.
Il bianco edificio ha cinque cupole, una torre quadrata ed è decorato con iscrizioni inca. La costruzione iniziò nel 1701, la torre fu completata nel 1736 e la basilica fu consacrata nel 1747. La pala d'altare principale fu scolpita e costruita da Bernardo de Legarda. Nella sagrestia e all'interno della chiesa si ammirano diverse opere dell'artista Víctor Mideros.
Al tempio è annessa una delle biblioteche più importanti di Quito, sia per il suo contenuto che per il suo stato di conservazione. La biblioteca Merced si sviluppa su due piani nell'ala nord del Convento e ha accesso sia dal piano inferiore che da quello superiore. le librerie coprono le pareti dei due piani e sono unite all'interno da una bellissima scala a chiocciola in legno intagliato. Secondo l'inventario e la catalogazione effettuati durante il Progetto di conservazione delle biblioteche dal 1994 al 1997, la biblioteca annovera oltre 22.000 volumi.
Il progetto di ristrutturazione della biblioteca fu finanziato con più fi un milione di dollari dal Getty Conservation Institute e gestito dalla Fondazione Caspicara. La realizzazione del progetto fu affidata al rinomato restauratore di documenti e documenti Marcos Rivadeneira Silva ead Ángel Oleas per l'area di catalogazione.  
  • 18 Museo de Arte Colonial, Calles Cuenca (Angolo calle Mejía, quartiere El Tejar), +593 2 2282297.   Lun-Ven 09:00-16:30. Museo allestito in un palazzo restaurato del XVII secolo e gestito dalla casa della cultura ecuadoriana. Vi sono esposte opere di artisti della scuola di Quito, compresi i suoi esponenti più famosi come l'indigeno Manuel Chili, soprannominato Caspicara.
 
Basílica del Voto Nacional
  • 19 Basílica del Voto Nacional, all'angolo di Calle Venezuela e Carchi (adiacente al Convento de los padres Oblatos). In stile neogotico, la basilica imita nelle forme quelle di Notre Dame a Parigi e di St Patrick a New York. La sua facciata è decorata con raffigurazioni di piante e animali tipici della flora e della fauna dell'Ecuador. È una delle più vaste chiese del Nuovo Mondo. La sua altezza è di 115 m e all'interno della navata centrale di 140 m. si aprono 24 cappelle, tante quante sono le province dell'Ecuador.
La sua costruzione fu iniziata nel 1873 per commemorare la consacrazione dello stato dell'Ecuador al Sacro Cuore di Gesù. Il tempio fu inaugurato e benedetto da papa Giovanni Paolo II il 18 gennaio del 1985. Per finanziarne i lavori si ricorse a donazioni di privati in cambio dell'incisione del loro nome sulle mura della chiesa e fu istituita addirittura un'imposta sul sale.  
  • Edificio Perez Pallares.
  • Antiguo Circulo Militar.
  • Monasterio Carmen Bajo.
  • Monasterio de Santa Barbara.
  • Museo Casa del Higo.
  • Parque Garcia Moreno.
  • Monasterio de San Juan.
  • Colegio Mejia.
  • Parque Matovelle.


El PanecilloModifica

 
el Panecillo
  • El Panecillo. È una collina di origine vulcanica che limita il centro storico a sud. Il suo nome significa panino. Sulla sua cima fu collocata nel 1976 una statua della Madonna alta 45 m., opera dell'artista Augustin Herran Matorras che si inspirò alla "Virgen de Quito", una statua del 1734 che adorna l'altare maggiore della chiesa di San Francisco. L'opera, commissionata dall'ordine religioso delle Oblate, è stata realizzata in alluminio. Sulla cima della collina si ergeva prima un tempio pagano. Un particolare curioso è che la Madonna, similmente ad un angelo, ha un bel paio di ali, fatto unico nella iconografia cristiana. La collina era zona d'azione di bande di delinquenti di strada e, per quanto oggi sia discretamente illuminata e pattugliata dalla polizia, è meglio stare attenti.
  • Cima de La Liberdad.
  • Palacio de Cristal.


Parque La Alameda e dintorniModifica

  • 20 Parque La Alameda. Compreso tra le avenidas Gran Colombia e la Calle Guayaquil, La Alameda è il più antico parco cittadino, noto in età precolombiana come chuquihuada ("Punta della Lancia") in linguaggio Quicha. All'interno del parco cosparso di alberi di magnolia e eucalipto si trova una statua dedicata a Simon Bolivar, oltre a un laghetto che si può percorrere in barca.  
  • Museo del Banco Central.
  • Casas de la Calle Briceno.
  • Casas de la Calle Calda.
  • Iglesia de San Blas.
  • Museo de Manuela Saenz.
  • Iglesia de El Belén.
  • El Churo de La Alameda.
  • Antiguo Colegio 24 de Mayo.
  • Hospicio.
  • Iglesia de San Sebastian.
  • Iglesia del Buen Pastor.


La MariscalModifica


Eventi e festeModifica


Cosa fareModifica

 
TelefériQo
 
Stazione in alto
  • 1 TelefériQo, Avenida Occidental (angolo Avenida La Gasca. Fermata più vicina Rio Coca sulla linea di autobus della Ecovia). Teleferica che dal centro conduce al Cruz Loma, una delle vette del vulcano Pichincha a 4680 m s.l.m. Offre viste spettacolari sulla città nei giorni di cielo sereno (le nuvole in genere arrivano dopo mezzogiorno).
Per acquistare un biglietto dovrete esibire un documento con foto.  


AcquistiModifica


Come divertirsiModifica

SpettacoliModifica

 
Teatro Nazionale "Sucre"
  • 1 Teatro Sucre, Guayaquil &, Manabi, +593 2 3980760.   Botteghino Lun-Ven 9:00-17:30. Il giorno dell'evento il botteghino rimane aperto fino a un'ora dopo l'inizio dello spettacolo, sabato e domenica inlcusi.  
  • 2 Centro Cultural Mama Cuchara, Vicente Rocafuerte (Angolo Chavez /Quartiere Loma Grande). Amministrato da Teatro Nazionale "Sucre".
  • 3 Teatro Bolivar, Calle Flores 421 (Angolo Calle Junin). .  


Dove mangiareModifica

Prezzi modiciModifica

  • Cafe Mosaico, Manuel Samaniego N8-95.   11:00-22:00. Sebbene sia soprattutto un cocktail bar, Cafe Mosaico dispone di un servizio ristorante molto quotato. Vi si possono gustare piatti sostanziosi della cucina greca, quali suvlaki e pastitsio (pasta al forno). La famiglia che gestisce il locale è infatti di origini greche. L'ambiente è elegante.
  • Mama Clorinda, Reina Victoria 1144 (La Mariscal). L'occhio potrebbe rimanere deluso dalla semplicità degli arredi e dal servizio spartano ma il palato sarà completamente soddisfatto dalle pietanze tipiche della cucina ecuadoriana.

Prezzi elevatiModifica


Dove alloggiareModifica

Prezzi modiciModifica

Prezzi mediModifica

Prezzi elevatiModifica

  • 1 Hotel Patio Andaluz, García Moreno N6 52 (Angolo calle Olmedo, a un isolato da piazza Grande).


SicurezzaModifica


Come restare in contattoModifica


Nei dintorniModifica

 
Monumento Mitad del Mundo
  • 3 Ciudad Mitad del Mundo — 22 km a nord di Quito, La Mitad del Mundo è la zona attraversata dalla linea equatoriale. I turisti amano farsi fotografare con un piede nell'emisfero settentrionale e l'altro in quello meridionale.
  • 4 Mindo — A ovest di Quito, a un'ora circa in auto percorrendo una strada secondaria, si trova questa zona lussureggiante attraversata da una miriade di ruscelli che spesso formano cascate sotto cui sostano i turisti per beneficiare di un massaggio naturale.
  • 5 Papallacta — Sulla statale nº 28 ad est del centro, Papallacta è una stazione termale immersa nel verde.
  • 6 Cotopaxi — Considerato uno dei più maestosi vulcani delle Ande, il Cotopaxi si eleva fino a raggiungere i 5,867 m. sul livello marino. La sua cuspide conica, dalle forme molto simmetriche, è sempre innevata. I suoi dintorni sono ideali per il trekking e le passeggiate a cavallo. Si trova a sud della capitale a un'ora circa di guida dal centro. Il Cotopaxi è stato istituito a parco nazionale, il che significa che si paga un piccolo pedaggio per entrare. I cancelli aprono alle 7 di mattina e chiudono alle 3 del pomeriggio ma volendo si può anche pernottare al rifugio o in aree di campeggio. Quasi tutte le agenzie di Quito organizzano escursioni di un giorno. Queste comprendono l'ascensione dal parcheggio fino al rifugio e il pranzo in qualche hacienda nei paraggi. Per visite con pernottamento sul posto che prevedono ad esempio l'ascensione alla vetta o passeggiate a cavallo mdovrete rivolgervi ad agenzie specializzate.
  • 7 Otavalo — A nord di Quito, a due ore in auto dal centro, su una diramazione della Pan-American (Strada statale n° 35) che si percorre in direzione di Ipiales, il varco di frontiera con la Colombia, si incontra questo centro di artigianato locale, sede di un pittoresco mercato. Bello anche il paesaggio circostante: Otavalo si estende alle falde del vulcano Taita tra estese piantagioni di mais inframezzate da piccoli laghi, molti dei quali di origine vulcanica.



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